Blu(es) di Genova – 2.26

guccini

Puntata dedicata alla quarta parte di “Strano ma…blues”,che come le altre volte ha proposto interpretazioni da parte di musicisti che più o meno insospettabilmente  si sono dedicati, magari con poche canzoni, alla black music o che da questa ne hanno tratto insiprazione. Ospite, questa volta nella veste di co-conduttrice della trasmissione, è intervenuta Sabrina Colombo, la poliedrica cantante genovese d’adozione che si è specializzata nell’ambito jazzistico e del blues.

Questa la scaletta della puntata:

 

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Scettico Blues

Primo blues italiano, del 1919, interpretato alla chansonnier, dalla cantante alessandrina.

trio lescano

Trio Lescano con Natalino Otto – Le Tristezze Di San Luigi (Saint Louis Blues)

Nel 1934 Natalino Otto fu scritturato da un’emittente radiofonica italo-americana di New York. Rientrato in Italia nel 1935, Otto propose, dopo qualche anno, un repertorio innovativo fortemente ispirato alla musica americana del periodo, ma si dovette scontrare con la realtà italiana, dove ogni suggestione esterofila era vietata. Fu costretto a cambiare i titoli di alcune canzoni: Saint Louis Blues fu tradotto letteralmente in Le tristezze di San Luigi (o di St. Louis, secondo le versioni), Mister Paganini divenne Maestro Paganini. L’EIAR, l’ente radiofonico di stato, non trasmetteva i suoi pezzi, definiti “barbara antimusica negra”.

 

guccini

Francesco Guccini – Al Trist

Il Triste (Al trist, riconducibile al termine inglese “Blue”) s’aggira nella campagna modenese in una primavera ferita dalla pioggia, ferito a sua volta dalla vita, dalle sue crudeli contraddizioni, dall’ingiustizia barbara del mondo dei ricchi che per sopravvivere deve produrre sempre più poveri – possibilmente fottuti e contenti – schiavi sbeffeggiati dalla sorte e dal potere. Il Francesco Guccini menestrello e sognatore di tanta bella musica sempre piena di contenuti letterari buoni per preservare la Memoria – nostro unico bene – vola “tra la via Emilia e il West” e, come per magia, il contadino della bassa modenese ci appare come uno schiavo afroamericano del profondo Sud, immerso nel cotone impastato dal sudore. Francesco (così si firma nei primi due fantastici album… “Folk Beat n.1” (1967) e “Due anni dopo” (1970) che contiene Al Trist, interpretata anche dai Nomadi nel 1968) rompe come al solito ogni stupida convenzione degli anni 70 (partendo da quella dettata dal falso canone stilistico che vorrebbe il dialetto bandito da ogni contesto culturale ed espressivo, come a cancellare la memoria del dolore degli esseri in carne ed ossa, a favore di un effimero boom economico) e compone questa Blues Ballad giocando sapientemente con l’arte della trasposizione (mantenendo sostanzialmente intatta e incontaminata la radice della Musica del Diavolo) trasformando il dolore in un canto universale che accomuna lo sporco negro e l’italico contadino, alle prese e in balia del sempiterno amaro vivere dei più umili. Il nostro eroe cammina sconsolato nella crudele pioggia fuori stagione e fuori calendario agreste, pensando alla sua condizione di derelitto senza neanche l’indispensabile vestito della festa, corroso dalla crudele sorte raffigurata dall’impossibilità di passeggiare con il suo Amore vestito come Dio comanda… distrutto e annullato dalle parole dei genitori di Lei che suonano contrapposte come una campana a morto. Il padre gli chiede quando si deciderà a sposare la figlia – a lui che non possiede il becco di un quattrino per mettere su famiglia – e la madre che gli sbatte in faccia l’ingiusta realtà… e la ferale notizia gli rimbomba nella testa come lo scudiscio dei suoi aguzzini… tér andéda via con un ch’al gh’à più sòld che mé (eri andata via con uno che ha più soldi di me).

 

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David Van De Sfroos – La Nocc

E’ difficile immaginare il blues in italiano, lingua quasi completamente priva di “tronche”, e quindi difficile da mettere in metrica; molto più facile pensare al blues in dialetto, sia esso napoletano o varesotto, modenese o bresciano. Ottima interpretazione blues in “laghér”.

 

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Blue Stuff – Fuje Pascalì

Ottimo blues in napoletano, collaborano con Joe Sarnataro (Edoardo Bennato) qui live al Renzo Arbore Show (1994).

 

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Angelo Branduardi – Il Ladro

Da un concerto in Germania del 1991. Tour “Il Ladro”. Angelo Branduardi: Voce, violino, chitarre, flauti, armonica a bocca. Voce femminile: Fawzia Selama.

 

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Laura Fedele – 17,39 dollari (e una borsetta di coccodrillo)

Cover di Tom Waits inserita nell’album PORNOSHOW del 2003 (tributo a Tom Waits). Laura Fedele, anche se di origini napoletane, vive e lavora a Genova.

 

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Ivan Graziani – Il Chitarrista

Nel 1983 viene pubblicato l’album Ivan Graziani, che non riscuote un buon successo (raggiunge solo la trentatreesima posizione in classifica[40]): le canzoni “il chitarrista”, “Signora bionda dei ciliegi” e “Navi” ottengono discreti ascolti in radio.

 

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Marlene Kuntz – Non Gioco Più

Cover del gruppo rock della sigla di chiusura del programma televisivo del sabato sera “Milleluci” del 1974, cantata da Mina, con Toots Thielemans all’armonica, testo di Giorgio Calabrese.

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Francesca Fazi & Sugar Mama – Rome Sweet Rome

Una delle pochissime Blues Band italiane composta da sole donne.

 

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Michele – U Mapiggiou

Traduzione in genovese del 1971 del brano “Al Trist” di Francesco Guccini, contenuto nell’album “Vivendo Cantando”.

 

 

Blu(es) di Genova

Ogni mercoledì alle 18. "Blu(es) di Genova" è un viaggio nel mondo della musica afro-americana, partendo dal blues e dipanandosi in tutti i suoi molteplici eredi: jazz, rhythm & blues, soul, rock 'n' roll, rock-blues. Tutti gli aggiornamenti su ciò che gravita attorno al pianeta afro-americano, con ospiti in studio, notizie su concerti, novità discografiche, pubblicazioni, interviste, storia, biografie, curiosità. Insomma, un piatto appetitoso condito con ottima musica.

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